Non è una partita. È l’ultima fermata di un viaggio lungo un intero campionato. Cinquantasei partite, binari incrociati, squadre che hanno imparato a conoscersi a memoria, cadute, rincorse e ritorni. La Railway Football League arriva alla sua Supercoppa come arrivano le storie che meritano di essere raccontate: con campioni veri, voci diverse e una sola notte in cui tutto torna in gioco. Qui parlano i protagonisti.
Capitano Napoli Centrale AV IC – Campioni Champions League RFL 2025
Quando hai capito che Napoli Centrale poteva arrivare fino in fondo?
Ho capito che potevamo arrivare in fondo dopo alcune partite durissime. Di quelle che ti tolgono energie ma ti danno consapevolezza, anche quando arrivano dopo una sconfitta. In quei momenti ho visto la squadra soffrire, restare compatta e non mollare mai. È lì che capisci se sei solo forte o se sei pronto mentalmente a vincere tutto. Noi lo eravamo.
Se dovessi descrivere la tua squadra con un solo aggettivo, quale sarebbe?
Affamata. Perché anche dopo una vittoria, anche dopo un trofeo, questa squadra non si accontenta. C’è sempre voglia di migliorare, di sacrificarsi per il compagno e di dimostrare che Napoli Centrale AV IC non è arrivata qui per caso. Questa Champions è il premio di un gruppo vero, fatto di uomini prima ancora che di calciatori. Ma il bello deve ancora venire: Napoli Centrale non guarda indietro. Guarda avanti. E chi ci incontra lo sa.
Arriva la Supercoppa. Dove dovrete stare più attenti contro la Lokomotiv Flegrea?
All’intensità e alla loro capacità di restare sempre dentro la partita. Sono una squadra che non regala nulla e che sfrutta ogni minimo errore. Serviranno concentrazione, umiltà e la stessa cattiveria agonistica che ci ha portato a vincere la Champions.
Cosa diresti a un nuovo ferroviere che entra in RFL sognando una coppa?
Entrare in RFL significa entrare prima di tutto in una famiglia, non solo in un torneo. È un percorso basato su amicizia, rispetto e divertimento tra colleghi che condividono il lavoro e, in campo, la stessa passione. Bisogna sognare in grande, sempre. Le gratificazioni arrivano.
Capitano Lokomotiv Flegrea – Campioni Europa League 2025
Vincere l’Europa League significa dominare il lato più combattivo del torneo. Che mentalità vi ha portato fino in fondo?
Una mentalità vincente, prima di tutto. Essere sicuri del nostro valore ha inciso tantissimo in questo torneo. Ma soprattutto il gruppo: l’essere uniti, affiatati, ha trasformato ogni vittoria in una conquista vera. Nessuno ha vinto da solo.
Come capitano, quale qualità hai preteso di più dai tuoi uomini?
Concentrazione e decisione. Perché solo con impegno e lavoro arrivano i risultati. Questa coppa non è un colpo di fortuna: è il frutto di lavoro di squadra e di anni passati a migliorare noi stessi, uno per uno.
Ora vi giocate la Supercoppa contro i campioni della Champions. In cosa la Lokomotiv è più pericolosa di quanto sembri?
La Supercoppa è il nostro ultimo grande obiettivo di questo anno fantastico. Napoli Centrale è una grande squadra, non sarà facile, e si prevede un grandissimo match. Ma la Lokomotiv è una squadra che non si ferma: resta sempre in partita, sempre. Noi siamo come un treno senza fermate, ci fermeremo solo alla destinazione finale.
Miglior Portiere RFL 2025 – AV United
In quale partita ti sei sentito davvero “il muro” della tua squadra?
Nella partita contro EAV. È lì che ho sentito di essere davvero decisivo, presente, dentro ogni azione.
Se dovessi spiegare a un nuovo portiere RFL qual è la vera regola non scritta del ruolo, quale sarebbe?
Comunicare sempre con la squadra. Saper dare informazioni che gli altri non possono vedere, perché dalla porta hai una prospettiva diversa. Il portiere non è solo quello che para: è quello che guida.
Cosa ti rende più pericoloso per un attaccante?
La calma. Perché ti porta a ragionare, a leggere l’azione e a prendere quasi sempre la decisione migliore. Sono un portiere che crede nel lavoro silenzioso. Quello che non fa rumore, ma regge le partite. E quando la squadra si fida, la porta diventa un confine vero.
MVP RFL 2025 – Lokomotiv Flegrea
Qual è la tua vera forza: leggere il gioco prima degli altri o non avere paura di sbagliare?
La mia vera forza è l’unione di entrambe le cose. Per rendere davvero in una partita devi saper leggere il gioco prima degli altri, ma anche essere sicuro di quello che fai. Non avere paura di sbagliare è la chiave per dare il massimo. È lì che nasce la differenza.
Essere l’uomo più osservato della Lokomotiv ti ha fatto sentire più leggero o più pesante?
Più pesante, ma non in modo negativo. Mi sono sentito come uno dei principali responsabili del destino della partita, sempre all’interno del lavoro di squadra. È una responsabilità che ti tiene dritto.
C’è una giocata che ti rappresenta più di tutte in questo torneo?
Sì. La giocata contro le Leggende. Un tiro da fuori area che, in qualche modo, dice molto di me.
Parlaci del rapporto con la tua squadra.
Far parte della Lokomotiv Flegrea è stata una delle esperienze più belle che potessi vivere. Mi sono sentito circondato da affetto, stima e umiltà. Alla base del nostro successo c’è sempre stata l’unione del gruppo, la disponibilità ad aiutare il compagno in difficoltà e, soprattutto, uno spirito di sacrificio che non è mai mancato. Ci rimane l’ultima sfida. Forza Lokomotiv.
Capocannoniere RFL 2025 – 18 gol
Quando hai capito che questo torneo poteva diventare tuo?
Siamo una squadra che è arrivata fino in fondo in quasi tutte le competizioni e senza gli assist dei compagni non si segna. Dietro ci sono tanto allenamento e dedizione. Ho sentito il traguardo vicino dopo la terza giornata: pur segnando poco ero già in vetta, e lì mi sono detto “perché non provarci davvero”.
Cos’è più importante per un marcatore: il tempismo o il sangue freddo?
Tutto conta. Tempismo e sangue freddo sono fondamentali, ma non bastano da soli. Servono anche intuito, fortuna e soprattutto la squadra.
C’è un gol che ti porti dietro più degli altri?
Il 3-2 contro il Bocampi in semifinale. Quel gol ci ha portato in finale. E pesa ancora di più perché, per un infortunio, non ho potuto giocarla.
Essere il capocannoniere cambia il modo in cui gli avversari ti guardano e ti marcano?
Sì. Diventi più temibile, vieni marcato dai difensori più forti e spesso raddoppiato.
Guardando la Supercoppa da uomo che vive di gol, che partita ti aspetti?
Una finale è sempre una finale. Napoli è favorita, ma la sorpresa Lokomotiv non è da sottovalutare: ha due o tre elementi davvero pericolosi. In entrambe le squadre, secondo me, ci sono quattro o cinque dei giocatori più forti del torneo. Può succedere di tutto.
Cosa ne pensi di questa prima edizione del RFL?
Vorrei fare un plauso agli organizzatori, che hanno reso questo torneo sempre più organizzato e di livello. E un augurio per l’anno che verrà: provare a rivincere il titolo di capocannoniere… con ancora più gol.
Quando l’arbitro fischierà l’ultima volta, resterà una coppa. Ma molto prima resterà una cosa più rara: una storia che, da qui in poi, non appartiene più a una squadra sola. Appartiene alla RFL.